Livio Orazio Valentini

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THE PAINTER

Livio Orazio Valentini

1920 – 2008

Livio Orazio Valentini

Infantry corporal, attached to the 9th Army of the Italian armed forces deployed to Albania and Greece

Livio Orazio Valentini has been called one of the greatest Italian artists of the twentieth century, and his works were unquestionably influenced significantly by his war experiences.

He was born on December 24, 1920, in San Venanzo, Umbria, Italy, to a family of little means. Within two years, the family had moved to Orvieto, Umbria, a town that Valentini called home for the rest of his life.

From childhood, Valentini was fascinated with art and design, but was forced to put his dream of a career in this field aside at the age of 20, when (in 1940) he was called to serve his country in the military.

His first deployment was to Sicily with an infantry unit. This was followed by several very difficult years of combat in Albania against Greece. In 1943 his unit was deployed to Greece, where he was assigned as a radio lookout and technician attached to the Italian navy.

From here, after the Armistice, Valentini began a terrible ordeal through the shifting relations that took place between the Germans and Italians, shortly thereafter becoming a prisoner of war of the Germans. Before his escape, he endured confinement in the notorious Nazi death camp at Buchenwald on the outskirts of Berlin, and other camps.

After the war, Livio Orazio Valentini achieved great acclaim for his remarkable artistic talent on a worldwide scale. He lectured widely at universities throughout Europe and the United States. He was married to Flora Bruno in 1957, and had three daughters.

Together with the translator of this book, George Custodi, with whom he became good friends in 1995, Valentini was instrumental in establishing Orvieto as a “sister city” with Custodi’s town of residence, Aiken, South Carolina. That warm, cultural-exchange relationship continues to this day. Livio Orazio Valentini died in 2008 and was buried in an elegant and artistic tomb located in a small but enchanting cemetery in Rocca Ripesena, near Orvieto, which also happens to be where the third witness in this book lived and wrote his account of the war.

Valentini

 

IL PITTORE

Livio Orazio Valentini

1920 – 2008

Livio Orazio Valentini

Caporale di Fanteria nella IXa Armata, Esercito Italiano, Dispiegato in Albania e Grecia

Livio Orazio Valentini è uno dei più grandi artisti italiani dell’ultimo secolo, e non c’è dubbio tra critici e collezionisti che la sua arte è stata profondamente influenzata dalle sue esperienze di guerra.

Valentini nasce a San Venanzo nell’Umbria il 24 dicembre 1920, presso una famiglia modesta. Due anni dopo, si trasferiscono a Orvieto, una città che poi Valentini chiama sua per il resto della sua vita.

Anche da piccolo, Valentini dimostra di subire fascino per l’arte e il disegno, ma purtroppo dovette mettere da parte i sogni di divenire artista quando, alla giovane età di venti anni (nel 1940) è chiamato dalla patria alle armi.

Lo mandano in Sicilia con un reparto di fanteria dell’armata. In seguito lo mandano in Albania dove trascorre parecchi anni molto difficili in combattimento contro la Grecia. Nel 43’ a Patrasso come parte delle forze italiane di occupazione, viene impiegato nel servizio di avvistamento aggregato alla Marina militare italiana.

Da questo punto seguente all’armistizio, Valentini inizia una terribile serie di vicende legate ai rapporti penosi che si svolgono tra tedeschi e italiani, e che poco dopo risultano nel suo imprigionamento nel campo di concentramento nazista di Buckenval fuori Berlino, e di seguito, una serie di altri campi di prigionia.

Dopo la guerra, Livio Orazio Valentini riprende la vita artistica e attraverso gli anni, tiene numerosissime mostre in tutto il mondo, particolarmente l’Europa e gli Stati Uniti dove è anche invitato da università come ‘visiting professor’. Nel 57’ si sposa con Flora Bruno e gli nascono tre figlie.

Assieme al traduttore di questo libro, George Custodi, con cui Valentini sviluppò una forte amicizia nel 1995, i due uomini fondano un gemellaggio tra Orvieto e Aiken nel Sud Carolina, dove abita Custodi. Quel caloroso rapporto di scambi culturali è tuttora fiorente.

Livio Orazio Valentini muore nel 2008 e viene sepolto in una tomba artistica ed elegante nel cimitero di Rocca Ripesena nei dintorni di Orvieto. Per coincidenza, La Rocca è anche il luogo dove abitava Attilio Cerchecci durante la guerra, e dove egli has scritto il suo diario come terzo testimonio in questo libro.

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