Angelo Luigi Custodi

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THE PRISONER

Angelo Luigi Custodi

1917 – 1989

Angelo Custodi headshot

Sub-lieutenant of the Italian army’s 9th Company of railroad engineers deployed in Greece

Angelo Custodi was born in Savona, Italy, on February 8, 1917. He graduated with a doctorate in engineering from the Polytechnic Institute of Torino in July 1940, just 40 days after Italy officially declared war against France and Great Britain.

By 1941, Custodi was part of Mussolini’s Army Corps of railroad engineers and was married to a young 16-year-old girl he had met while serving in Trani in the south of Italy. Shortly before his deployment to Greece in 1943, he became a father – to George Custodi, translator of this book.

Within months of his deployment, and following the Armistice, Angelo Custodi became caught up in the brutal and confusing transition from being allied with the Germans to being imprisoned by them. For about a year while imprisoned, he recounts his battle with hunger, malnutrition, exhaustion, depression, complex and shifting loyalties, isolation, and fear for the young family he left behind.

In an effort to distract himself from his excruciating circumstances and surroundings, Angelo spent much of his imprisonment embracing his passion for cooking, and devised and documented highly creative recipes from the meager rations he shared with his fellow officers.

Upon his return to freedom and attempted reunification with his wife and son, Angelo learned that none of his family had received any of his letters or any information of his whereabouts from either the German or Italian army. Assuming he had been killed, his wife, a struggling 20-year-old mother of a three-year-old child, had remarried – an American captain in the U.S. army. For weeks, Angelo secluded himself in his room, lost and grief-stricken.

Through a tangle of legal issues, Angelo gained custody of his son George, and eventually found post-war work as an engineer with the FIAT Company. Although Angelo remained with the Company for the rest of his career, he agreed to reunite his son with his mother, who was by then living in America. George was 14 years of age when he arrived in the USA.

Sadly, Angelo Custodi spent much of the rest of his life experiencing additional tragedies and disappointments. But his son, George, was lovingly at Angelo’s side when he passed away at the age of 72 in Torino, Italy.

Georges-dad-portrait

 

IL PRIGIONIERO

Angelo Luigi Custodi

1917 – 1989

Angelo Custodi headshot

Sotto tenente 9º Compagnia Ferrovieri, Esercito Italiano, Dispiegato in Grecia

Angelo Custodi nasce a Savona l’8 febbraio, 1917. È laureato dottore di ingegneria mineraria presso il Regio Politecnico di Torino nel luglio 1940, appena 40 giorni dopo che l’Italia dichiara guerra contro la Francia e l’Inghilterra.

Un anno dopo, nel 1941, il sottotenente Custodi fa parte dell’armata di Mussolini, nel Genio Ferroviario; ed è sposato con una giovane e bella sedicenne tranese che conosce mentre è stanziato a Trani come militare. Poco prima del suo dispiegamento in Grecia nel 1943, diventa papà – di George Custodi, il traduttore di questo libro.

Parecchi mesi dopo il suo arrivo ad Atene e poco dopo l’Armistizio, il tenente Custodi si trova coinvolto nella brutta e complicata transizione da alleato con i tedeschi, ad essere imprigionato da loro stessi. Imprigionato per quasi un anno, Custodi rammenta la lotta contro la fame, denutrizione, esaurimento, depressione, complicate lealtà, isolamento e paura per la giovane famiglia lasciata alle spalle.

Angelo ci scrive che per superare la noia e le dolorose circostanze della prigionia, si dedica alla cucina, una delle sue passioni. Ma è costretto a creare e indovinare nuove ricette e metodi di cottura dato il magro rancio che condivide con gli altri ufficiali, e utilizzando stufe adatte più al riscaldamento.

Dopo la liberazione ed il rimpatrio, Angelo cerca di ricongiungersi a sua moglie ed a suo figlio ma viene provato da una profonda frustrazione quando viene a sapere che la famiglia non aveva ricevuto nè lettere e cartoline da lui spedite, nè ulteriori notizie dall’armata tedesca o da quella italiana. Allorchè tutti avevano ritenuto che Angelo fosse un disperso di guerra, invece egli ritrova la moglie, ormai una ventenne di poche risorse e con un figlio di tre anni, risposata – ad un capitano dell’armata americana. Per parecchie settimane Angelo si rinchiude nella sua camera, profondamente deluso e addolorato. Dopo alcune complicate operazioni legali, Angelo acquisisce la tutela di suo figlio George e successivamente, nel dopoguerra, trova lavoro come ingegnere nell’industria Fiat. Benchè Angelo fosse rimasto impiegato in Fiat per il resto della sua carriera professionale, egli si accorda per il ricongiungimento di suo figlio alla madre, ormai residente negli Stati Uniti. George arriva negli USA all’età di 14 anni.

Altre sfortune e tristi vicende si susseguono nella vita di Angelo Custodi, ma alla fine suo figlio George è là, affettuosamente con lui, accanto al letto in un ospedale torinese, quando Angelo spira all’età di 72 anni.

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